Biennale college cinema: work in progress

Finita la 72esima Mostra iniziano i preparativi per la successiva.

Ed eccoci qua all’incontro di presentazione e selezione dei progetti che vedremo il prossimo anno nella sezione Biennale college.

Cominciamo spiegando esattamente di cosa si tratta:

da qualche anno la Biennale cinema rende disponibili dei finanziamenti per film indipendenti a progetti con budget ridotto, la cifra in questione (150mila euro) viene assegnata a tre progetti selezionati attraverso un prima scrematura, mesi di lavoro preparatorio e infine la disfida  che vede scontrarsi, a suono di presentazioni velocissime (hanno 7 minuti disponibili), i 12 progetti finalisti. I perdenti però non vengono abbandonati bensì aiutati in un nuovo percorso alla ricerca di altri finanziatori.

 

Quest’anno, quello che più mi ha stupito, è in primis l’interessante varietà dei progetti, alcuni molto contemporanei e sperimentali come Foreverness (incentrato sul mondo dei social network), ma soprattutto  Colewall, un film/Graphic Novel composto su due livelli che combinano un gioco di ruolo e un’esperienza in new real 3d, estremamente stimolante, dove lo spettatore è l’unico protagonista.

Ma soprattutto la preparazione con cui si sono presentati i concorrenti: alcuni avevano già nomi forti implicati nel progetto (Orecchie-Ears mette in gioco il direttore della fotografia Luca Bigazzi e come attore protagonista Giuseppe Battiston, e sappiamo quanto anche un solo nome di richiamo possa aiutare il processo produttivo di un film), altri avevano già accordi con le location, anche in luoghi difficili come una base militare (The Trojan candidate), o l’Albania meno conosciuta e tradizionalista di Ngujuar.

In poche parole la Biennale college di quest’anno ci appare decisamente matura e pronta a darci grandi cose, ma aspettiamo il verdetto dei giudici…

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