Camera Japan Festival #13 – SUPERstitious!

La 13° edizione del Camera Japan Festival è quasi giunta al termine.

Come di consueto, il Camera Japan Festival è distribuito lungo due weekend: il primo è inserito nello splendido scenario di Rotterdam, con una pre-serata composta da film + performance musicale al centro artistico WORM, per poi aprire ufficialmente il festival al teatro LantarenVenster, posizionato strategicamente tra il ponte Erasmo e lo skyline della ex-zona industriale ora riqualificata e offrendo così allo spettatore uno spettacolo mozzafiato non solo in sala, ma anche attraverso le sue pareti di vetro; il secondo weekend vede il festival spostarsi ad Amsterdam ed essere ospitato dal Filmtheater Kriterion, cinema indipendente a due passi dal centro città.

Essendo questa edizione la numero 13, i potenziali avventori più superstiziosi sarebbero potuti rimanere esclusi. Ed è così che, con fantasia e moltissima ironia, il direttore del festival Alex Oost ed il suo team organizzativo hanno voluto esorcizzare la scaramantica paura legata all’infausto numero creando un’edizione a tema.

Anche noi FEMS abbiamo deciso di sfidare la jella e proporvi i 13 highlights di questa edizione del Camera Japan.

  1. LE DECORAZIONI
    Lampade e lanterne monocole che fanno le linguacce; insetti gargantueschi che troneggiano sulla porta di ingresso o nei bagni; ragnatele che spuntano da ogni dove (anche dalle teste dei ragazzi della biglietteria!); mostri amorfi che danno il benvenuto all’ingresso del guardaroba. Lo stesso pannello pubblicitario del Camera Japan rappresenta alcuni mostri della tradizione giapponese, tutti i primissimo piano.
  2. PRE-SERATA AL WORM
    Quest’anno l’apertura è stata affidata a “Mother Fucker”, documentario diretto da Oishi Noriko su un’iconica figura nella scena punk di Tokyo. La proiezione è stata seguita dal concerto della bravissima violinista Yamane Hoshiko.
  3. CERIMONIA SHINTOISTA DI APERTURA
    Paul de Leeuw è uno fra i pochissimi sacerdoti shintoisti occidentali: Olandese di origine, è richiesto in Olanda e nel resto d’Europa per celebrare funzioni shintoiste soprattutto legate all’inizio dell’anno o a benedizioni per grandi compagnie. Anche al Camera Japan ha gentilmente concesso la sua presenza per officiare la cerimonia di benedizione (un’ulteriore misura preventiva, non si sa mai!).
  4. NAKAGAWA MARI
    Una lunga treccia di folti capelli neri, viso pallido che contrasta con il suo look total black, Mari è la performer di quest’anno e ha trascorso due giorni ricurva su di un pannello di legno, intenta in una delle sue creazioni: solitamente donne eteree e iper-dark. Potete vedere le sue creazioni e seguirla sul suo account Instagram.
  5. ESIBIZIONI
    Come ogni anno, anche in questa occasione sono state presentate due esibizioni artistiche: una fotografica in bianco e nero sugli outcast di Tokyo, intitolate “Tokyo seclusion” e realizzata dal giovane fotografo olandese Victor Borst; la seconda, molto più in linea con il tema di quest’anno, è “Yokai Bentbacks”, ovvero una raccolta di lavori del tatuatore Stef Bastiàn, che combina il design dei tatuaggi classici occidentali con le figure mostruose e mitologiche dell’immaginario tradizionale nipponico.
  6. EYE FILMMUSEUM
    L’eccezionale novità per quest’anno è che il rinomato cinema multisala e museo del cinema EYE Filmmuseum ha concesso le sue sale per la proiezione di alcuni dei titoli del programma di Camera Japan, così da promettere maggiore risonanza del festival nella capitale olandese e di conseguenza più affluenza di pubblico.
  7. QUIZ
    Sperimentato per la prima volta al Camera Japan, questo pop quiz si è rivelato un grande successo: sette squadre in gara per rispondere a domande di qualsivoglia genere sul Giappone. Tra le squadre, ha spiccato il team Mondainai, espressione giapponese che significa “Non ci sono problemi”. E infatti, senza nessun problema né alcuno sforzo, questa squadra ha sbaragliato le altre e si è aggiudicata non solo il primo premio (una borsa del Camera Japan contenente dolcetti giapponesi e un voucher per un film gratuito del festival), ma anche il premio bonus (un DVD de “La tartaruga rossa”).
  8. KIDS’ DAY
    Al Kids’ day i bambini possono giocare e divertirsi grazie alle attività organizzate e seguite dai volontari: origami, photoshooting in divertenti costumi (i più richiesti sono quelli da onigiri e da bottiglia di salsa di soia) o il gioco a squadre chiamato “Caccia alla volpe“, eccezionalmente per quest’anno, poiché la volpe è da sempre ritenuta spirito sacro (e ingannevole) della montagna in Giappone.
  9. FILMBRUNCH
    Significativa affluenza la domenica anche grazie al Filmbrunch (ripetuto la domenica successiva al Kriterion), ovvero la formula per cui pagando poco più del prezzo di un biglietto si riceve un grazioso (e squisito) bento-box preparato fresco dagli addetti del Camera Japan (in vero stile giapponese!) e godersi poi la proiezioni di tarda mattinata.
  10. BENSHI 
    Il benshi è la figura del narratore che, durante la proiezione dei film muti, racconta la storia aggiungendo il sonoro a dialoghi, battute, toni, umori, con grandi abilità interpretative. Appartenente unicamente alla tradizione giapponese, il benshi è quasi sconosciuto al di fuori del Giappone, ma grazie all’artista Kataoka Ichiro, che ha avuto il coraggio di mantenere viva una tradizione che sta scomparendo e di tradurla in inglese, possiamo fruire ed apprezzare quest’arte anche all’estero.
  11. YOKAI
    Yōkai è generalmente considerata qualsiasi creatura appartenente all’immaginario tradizionale giapponese: ombrelli e altri oggetti che si animano all’improvviso; donne con un collo allungabile o con una seconda bocca sulla nuca; volpi o tassi che ingannano i viandanti della montagna. Questi sono solo alcuni degli esempi di mostri, spiriti e divinità benevole o malevole che abitano il mondo scaramantico giapponese e che quest’anno sono stati scelti come compagni di viaggio per questa edizione (oltre ad aver fatto parte persino del quiz!).
  12. WORKSHOPS
    Ogni anno, ne vengono organizzati tra i più disparati, ma sempre legati alla cultura e tradizione giapponesi. Quest’anno hanno avuto spazio il workshop sul Matcha, quello sul Butoh (ovvero la danza teatrale giapponese) spiegato dalla Free Butoh School di Rotterdam, quello sugli Tsukemono (i sottaceti che accompagnano le pietanze tradizionali giapponesi) e quello ricorrente sull’assaggio del Sakè, offerto dall’associazione Yoigokochi.
  13. FILM IN PROGRAMMAZIONE
    Ampissima la scelta anche per quest’anno, con una preferenza per i titoli legati al tema della magia, della superstizione, del fantastico e dell’orrorifico. Vi riportiamo qui sotto i titoli raccomandati da noi:

In conclusione, nonostante le sventurate premesse, anche quest’anno sembra essersi rivelato un successo, forse persino maggiore degli anni precedenti.

Ancora superstiziosi? Per chi ci crede…

 

Sito web del Camera Japan
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Pagina Twitter del Camera Japan

 

Fra B.

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