Chi l’ha visto (il film): Carlito’s Way di Brian De Palma

Mi piace definire il film di oggi l’anti Scarface.

È inevitabile paragonare Toni Montana e Carlito Brigante, anche solo per l’effetto straniante di vedere la faccia di Al Pacino su entrambi. I due gangster hanno molto in comune, ma non potrebbero essere più diversi.

Dove Toni ha manie di onnipotenza ed è sanguinario per divertimento, Carlito forse non è mai stato così o forse ha passato la fase. Vorrebbe cambiare vita, ma il suo passato non fa che mettergli i bastoni fra le ruote. Dove Toni sembra impegnarsi a distruggere tutti i rapporti di amicizia e svilire tutte le donne che ha intorno, Carlito è un amico fedele (anche troppo) e un compagno affettuoso e incoraggiante. Dove Toni ha gusti pacchiani e modi rozzi, Carlito ha classe e stile.

Nella sua prima apparizione, Carlito sta parlando in tribunale, promettendo ai giudici che sfrutterà il suo rilascio anticipato per diventare un cittadino modello. Appena uscito, tutti vogliono convincerlo a tornare nel giro: il suo avvocato Kleinfeld, i suoi parenti, gli altri gangster emergenti. Ma Carlito è serio, e ha un piano: fare abbastanza soldi da trasferirsi ai Caraibi e rilevare un autonoleggio. Per questo motivo, accetta la gestione di un club prestigioso. Nel frattempo ritrova la sua ex fidanzata Gail, che lasciò poco prima di finire in prigione, e dopo qualche incertezza riprendono la relazione. Ma lasciarsi un passato di violenze alle spalle non è facile, e la strada della redenzione è piena di trabocchetti.

Non conosciamo mai Carlito Brigante all’apice della sua carriera criminale, quella parte della sua vita è già finita quando lo incontriamo, appena uscito di prigione, eppure tutti se la ricordano, cercano di trascinarlo nel passato. Le allusioni costanti con timore reverenziale lo fanno immaginare come un Toni Montana. Forse in fondo Carlito è un Toni che ha messo la testa a posto. Nessuno ci crede, né i giudici né tanto meno Kleinfeld, un magnifico quanto fastidioso Sean Penn che sarà una vera spina nel fianco. Nessuno ci crede, all’inizio nemmeno Gail. Nessuno ci crede, ma Carlito vuole davvero diventare onesto. E noi spettatori rimaniamo incollati alla sedia a seguirne le disavventure, rimaniamo con il fiato sospeso, ce la farà? Questo non ve lo dico, guardatevi il film.

Tre motivi per riscoprire il film Carlito’s Way

  • Un gangster umano: Al Pacino in questo film interpreta un gangster meno fosco del solito. Il suo protagonista è ricco di sfumature: conosce le leggi spietate della strada, che ha dominato ai suoi tempi, ma non ha un carattere spietato né cinico. È uno stratega come Michael Corleone, e nasconde probabilmente un passato violento come Toni Montana, ma non è un calcolatore freddo come il primo, né un folle assetato di sangue come il secondo. Carlito è un uomo ed è un gangster, e Al Pacino ne restituisce le sfumature con maestria.
  • Le interpretazioni: Oltre a Pacino, anche i comprimari sono tutti magnifici. Sean Penn interpreta un avvocato criminale e pazzo, un personaggio meravigliosamente irritante dall’inizio alla fine. Penelope Ann Miller ha ricevuto una nomination al Golden Globe per il ruolo di Gail, personaggio autonomo e forte nonché l’unica fidanzata di un gangster paciniano a non essere trattata come un soprammobile dal proprio uomo. E come dimenticare Benny Blanco dal Bronx interpretato da John Leguizamo, pericoloso e comico allo stesso tempo?
  • La giusta miscela di azione e introspezione: Carlito’s way non è un film d’azione dietetico o edulcorato, ma crea un equilibrio perfetto tra sequenze al cardiopalma e momenti di riflessione. De Palma riesce a mettere in piedi una fine architettura, in cui elementi come gli sforzi di pace di Carlito e gli avvertimenti di Gail sui suoi comportamenti condizionati dal passato, anziché abbassare la tensione aumentano il pathos. E quando arrivano le sparatorie, hanno più impatto, perché il film mette in discussione la violenza anziché abituare lo spettatore. L’emozione non rallenta, anzi carica il film di tensione, e l’empatia che si crea con lo spettatore coinvolge davvero nel destino dei personaggi.

Speriamo che per la prossima serata cinema prenderete in considerazione questa perla del cinema d’azione.

Buona visione e alla prossima puntata di Chi l’ha visto (il film)!

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