Cinema Barch-in recensioni: A Fish out of Water di Stefano Pellizzaro

Come vi abbiamo già raccontato, dal 28 luglio al 1 agosto all’Arsenale di Venezia si svolgeranno le cinque serate dell’evento Barch-in prodotto da noi Fems du Cinéma. Una versione speciale del cinema drive-in sull’acqua che unisce la nostra passione per il cinema al rapporto stretto con l’acqua della nostra Venezia.

Le serate spazieranno da grandi classici del cinema a opere nuove da scoprire o da riscoprire. In anteprima ecco una di queste chicche speciali: il documentario A Fish out of Water di Riccardo Vencato, Stefano Pelizzaro che verrà presentato a Barch-in dallo stesso autore Pellizzaro. 

A Fish out of Water parla di cibo alla maniera dei migliori esempi del genere: partendo dal cibo per raccontare storie di umanità, di natura, di cultura e di geografia e condendo i suoi gustosi ingredienti con immagini spettacolari e musiche suggestive. Il film si apre con inquadrature dall’alto di paesaggi nordici che subito ci fanno sognare: le isole Lofoten, un arcipelago norvegese a nord del circolo polare artico. Ci spostiamo poi in Italia, dove il giovane chef stellato vicentino Lorenzo Cogo sta per intraprendere un viaggio alla scoperta delle origini di uno degli ingredienti più tipici del Veneto: il baccalà. 

Il documentario parte con Lorenzo verso l’isola di Røst nelle Lofoten, 500 abitanti e una tradizione secolare di pesca e lavorazione del merluzzo. Gli abitanti che incontriamo sono la parte migliore di questo documentario; il loro amore per l’isola in cui vivono, per il loro lavoro e la loro allegria nel confrontarsi con culture diverse sono contagiosi. Incontriamo il selezionatore che ci spiega come riconoscere il baccalà buono… dall’odore, la pescatrice che lavorava come impiegata prima di trasferirsi a Røst e cambiare vita, la ristoratrice che racconta storie inaspettate di nobili veneziani naufragati secoli fa

Man mano che questo filo gastronomico e odoroso tra Italia e Norvegia si dipana, scopriamo collegamenti storici insospettabili. Per noi che viviamo nell’epoca dei voli low cost, appare sempre incredibile quanto le persone viaggiassero anche in passato, quanto culture apparentemente lontane potessero incontrarsi e creare scambio, arricchendosi reciprocamente. Gli abitanti di Røst, così apparentemente isolati, fanno spesso riferimento alla loro apertura culturale e al loro desiderio di scambi, alla loro volontà di accogliere. Si dicono preoccupati per il progressivo svuotamento delle isole. In un’epoca in cui molte comunità sembrano volersi chiudere su se stesse, sentire qualcuno dire “abbiamo ancora posto per accogliere persone, abbiamo bisogno di più abitanti” è una boccata d’aria fresca.

Particolarmente attuale, non manca la preoccupazione degli isolani per i cambiamenti climatici. L’industria della lavorazione del merluzzo dipende strettamente dalle condizioni ambientali, legata com’è alla temperatura dell’acqua che permette ai pesci di venire a riprodursi. Le isole Lofoten dipendono dal merluzzo; se questo dovesse spostarsi più a nord alla ricerca di mari più freddi, gli abitanti si troverebbero davanti a scelte difficili.

Nel complesso, questo documentario è accattivante, bellissimo dal punto di vista visivo e musicale, suggestivo pur senza temere di affrontare problematiche reali. Una volta guardato, avrete senz’altro voglia di un bel piatto di baccalà alla vicentina; o, se il pesce non è la vostra passione, di un viaggio alle Lofoten.

A Fish out of Water verrà proiettato all’evento Barch-in giovedì 30 luglio. Speriamo di avervi fatto venire un po’ di curiosità e magari anche di acquolina in bocca!

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