Cinema trash da amare: così brutto che è bello

Cari lettori, le FEMS du Cinéma cominciano oggi una nuova rubrica di articoli. Non saranno sempre collegati tra loro, ma tutti saranno legati al mondo del cinema e al nostro modo di vederlo. Vi parleremo dei nostri registi preferiti, dei film che ci hanno segnato, di generi da scoprire… e cominciamo parlando di cinema trash!

Per noi FEMS (o almeno per alcune di noi) il cinema trash è uno sfizio occasionale cui indulgiamo con molto piacere. In parte guilty pleasure, come finire da soli un intero pacco di pringles in mezz’ora, ma non solo: scoprite insieme a noi le bellezze del cinema brutto.

Di cosa parliamo quando parliamo di film brutti

Secondo fonti autorevoli come questo articolo, ci sono diversi parametri per definire un film brutto:

  • Budget ridotto
  • Piccola produzione
  • Deviazione dal mainstream

Noi ne aggiungiamo un altro:

  • Squali

Dove per squali si intendono animali o esseri soprannaturali, animati con pessimi effetti speciali una costruzione e grafica artigianali. Loro sono i veri grandi protagonisti dei film brutti, non gli attori probabilmente presi in prestito dal cinema porno amatoriali. Ma perché le creature bucano lo schermo? Perché sono totalmente eccessive e improbabili, ambiziose eppure pessimamente realizzate. Non si può che provare ammirazione e perfino una punta di tenerezza per quei pupazzi di castoro zombie o per quel gelato alieno gocciolante. La loro dedizione al male supera i limiti oggettivi della realizzazione, e molto spesso si finisce a tifare per loro.

Prendiamo ad esempio per questa regola Sharknado, una delle pietre miliari del trash dei nostri giorni, ma potremmo citare Black Sheep o Big Ass Spider, o Attack of the Killer Tomatoes.

In che modo i protagonisti dalle dubbie abilità recitative possono redimersi di fronte a tanto carisma da parte degli esseri cartonati contro cui combattono? Beh, non si tirano certo indietro: tirano bombe nei tornadi, danno fuoco a caverne piene di liquido alieno, decapitano zombie con qualunque strumento disponibile, dalle ormai classiche motoseghe, disponibili in qualunque casa americana che si rispetti, ai longboard.

Insomma, il cinema trash gioca sull’emotività: ai film brutti vogliamo bene. Sono il peccato veniale di tanti cinefili, le nostre Pringles, il nostro vaso di Nutella, la coperta di Linus. Ma questo è solo l’inizio, la causa scatenante, sotto c’è molto di più.

 

Perché amiamo il cinema trash: tre motivi

Nel cinema trash, lo spettatore cerca due elementi apparentemente inconciliabili, tesi e antitesi cinematografica: originalità e tropi classici. Il tutto con una spruzzata di artigianalità, di palese improvvisazione.

Originalità

Il cinema trash va dove il mainstream non osa. Spesso questo porta a risultati atroci e teneri insieme nella loro ingenuità, come in Manos: the Hand of Fate. Altre volte nascono inaspettati sprazzi di genialità: un esempio perfetto è la sequenza finale di Black Sheep, che dovrebbe essere mostrata nelle scuole di cinema come monito e ispirazione insieme.

Una cosa è certa: non ci sono mezze misure nel cinema trash. Un film brutto può girare la curva che lo porta al podio del “così brutto che è bello”, oppure può mancarla e rimanere un film fatto male e noioso. Perciò molti di questi film eccedono: creature enormi o cattivissime, protagonisti sopra le righe, stunt spettacolari quanto impossibili e mal realizzati. Più c’è spettacolo, più la curva è vicina. Anche se la sequenza finale di Black Sheep sarà sempre chilometri avanti a te.

Classicità

Il cinema trash riesce a coniugare le due cose senza il minimo imbarazzo: da un lato abbiamo l’eccesso sfrenato e il coraggio di osare con scene e storie assurde, dall’altro abbiamo l’esasperazione dei classici tropi del cinema. Molti film brutti, infatti, riprendono elementi del cinema classico, specialmente nei rapporti tra i personaggi.

Abbondano infatti le famiglie sgangherate che si riuniscono per far fronte a una catastrofe, gli anziani saggi che nessuno ascolta, i personaggi femminili nelle categorie damigella in pericolo e donna con le gonadi maschili. Tuttavia, c’è una differenza sostanziale rispetto al cinema mainstream, che vedremo nel punto seguente.

Artigianalità

La particolarità dei tropi nel cinema trash è che sono estremamente visibili: i dialoghi enfatizzano gli stereotipi, le scene riprendono il cinema mainstream ma hanno sempre qualcosa di amatoriale. La sensazione è quella di un bambino davanti a un teatro di marionette che vede muoversi i fili: sappiamo che è cinema.

Il cinema trash invita al metacinema per eccellenza, perché sei sempre consapevole che stai vedendo un film. Per questo si presta molto bene alla visione partecipata di gruppo, come mostra perfettamente la serie Community con Kickpuncher: si mantiene una distanza e ci si ride su. L’apoteosi è senza dubbio The Room, ma si merita un articolo a parte, per cui non approfondiremo qui.

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Consapevole, ironico: trash è bello, sempre e comunque

Le caratteristiche precedentemente elencate creano una tipologia di cinema in continuo mutamento, che sfugge alle classificazioni e allo stesso tempo le insegue. Soprattutto negli ultimi anni, il cinema trash è diventato sempre più consapevole della sua portata e del seguito, di nicchia ma fedele, che trova presso cinefili maturi e desiderosi di un po’ di divertimento metacinematografico.

Ciò ha portato a una conseguenza importante: cineasti più affermati hanno iniziato a produrre film spazzatura consapevoli. Come si può vedere dalla serie di Machete, dal successo di Sharknado e perfino da film come Zombeavers, che ha radici profonde nel genere trash ma scardina gli stereotipi dell’horror becero, è nato il trash d’autore. Film brutti, sì, ma con coscienza. Le reazioni a questa tendenza sono molteplici: alcuni apprezzano anche questi nuovi prodotti, mentre altri preferiscono il “trash onesto”, non autoironico. Anche qui esistono i purismi.

Noi riteniamo che i film brutti come genere non siano mai stati privi di una certa ironia, volontaria o meno, causata proprio dall’artigianalità e dall’esasperazione dei tropi classici del cinema di genere. Siamo convinte che tra le grandi braccia del trash ci sia posto per tutti, e che, nonostante i vari Rodriguez e i sequel di Sharknado, ci sarà sempre qualcuno pronto a produrre un Hobgoblins o un It’s Alive. E quando lo faranno, noi saremo lì pronte con i popcorn.

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Long live cinema spazzatura!

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