Cinit e’ CULT: all’IMG continua la rassegna degli Imperdibili

Un nuovo appuntamento stasera, in due turni (16.30/20.20), del ciclo per gli appassionati di cinema. All’IMG, Cinit propone il suo secondo film imperdibile: Non essere cattivo (MM). Una vicenda pasoliniana di un regista sofisticato e irriverente – suo, lo ricordiamo, il crudo ritratto di Amore tossico. Claudio Caligari non e’ passato alla storia, per ora, come il regista da botteghino d’oro, ma nelle sue opere c’e’ un racconto di verita’ che pochi hanno l’audacia di mostrare. Eppure, in una societa’ che edulcora, rifinisce, ritocca, imbelletta, a volte un sano occhio disincantato restituisce il segno di cio’ che siamo, senza finzioni. Arrivati a confondere il reale con l’irreale e lo scandalo con l’eclatante, forse, desideriamo solo che qualcuno ci racconti cosa succede veramente, per riflettere senza costruzioni e costrizioni. Per farci, insomma, un’idea e per riappropriarci di contesti fuori controllo.

Parigi, 13 Novembre 2015

Per ritrovare l’uscita da un labirinto dell’orrore (da noi Parigi, il 13 novembre 2015, ma tanto passato in sordina altrove) serve, forse, prendere coscienza di quello che in Taxi Teheran i proibizionisti chiamano ‘sordido realismo’: l’osceno ci appartiene. Conviene sospendere per un poco il giudizio e renderci consapevoli delle nostre allucinazioni contemporanee, che ci allontanano dall’essere speciali. Conviene per un po’ rimanere scarni ed essenziali, guardandoci senza compianto o, peggio ancora, compiacimento.

Valerio Mastandrea, che ha prodotto il film, rappresenta nel nostro cinema la critica che simboleggia un tentativo di ripresa. Si prospetta pertanto, forse, un periodo di sano imbarazzo per alcuni fallimenti della nostra generazione. Convinti tuttavia che, in fondo, si possa sempre migliorare. Designato a rappresentare il cinema italiano nella sezione degli Oscari 2016 per il miglior film non in lingua inglese, non a caso il film potrebbe diventare simbolo di un’epoca e di uno stile tutto italiano di analizzare e comprendere con intuito l’attuale.

Di buon auspicio, quindi, il film ci proietta verso un mondo attualissimo senza bellezza, ma che potrebbe – ci auguriamo –  presto sorprenderci e nel quale potremo d’improvviso trovare nuove risorse.

Quando gli spagnoli sono capitati in Ecuador si erano convinti di trovare l’El Dorado, un posto magico e vagheggiato che, fatto d’oro, avrebbe dovuto portare ricchezza e benessere. Non trovarono mai davvero l’oro, ma trovarono le persone che grazie a un coinvolgimento incontaminato hanno fatto dei loro luoghi quello che poi anche gli spagnoli stessi – e non solo – hanno definito “patrimonio dell’umanita'” (UNESCO).

A volte cambiare basta solo cambiare prospettiva.

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