FFF film in concorso: la favola de La jeune fille sans mains

Tra le pellicole in competizione al FFF per aggiudicarsi il Platinum Prize appare un’animazione molto particolare. Il lungometraggio, adattamento di una favola popolare, si chiama “La jeune fille sans mains”, di Sebastian Laudenbach.

La pellicola, datata 2016 e prodotta in Francia, colpisce già dai primi momenti per la tecnica utilizzata. Le immagini mescolano acquerello, pennarelli e pennellate piu’ ampie, che riescono a trasmettere pienamente i sentimenti di cui è pregna la vicenda. I tratti abbozzano tremolanti i personaggi, li evidenziano con tratti spessi e esplodono alle volte con tinte piu’ cangianti. Lungi dal risultare caotici, i personaggi appaiono e scompaiono nel tempo di un respiro, concentrandosi in un dettaglio o in un colore. Così come aumenta o muta il sentimento che fa da base alla scena cambiano le tonalità dello sfondo o la velocità dei tratti. La maestria nell’utilizzo di questa tecnica riesce a ricalcare appieno le tragicità e i risvolti cupi di questa favola.

La storia ricalca fedelmente una fiaba dei fratelli Grimm, noti per le tematiche quasi horror e i personaggi fortemente caratterizzati. Protagonista de “La jeune fils sans mains” è la figlia di un povero mugnaio che decide di barattarla per l’oro. Come ben si può immaginare questo scambio non è impari, e il mugnaio se ne rende conto in poche battute. Per tenere stretto l’oro perde però la moglie e deturpa la figlia, che risuta però troppo pura. Ma ogni nodo torna al pettine e anche una volta crescuta la giovane deve riscattare i conti in sospeso del padre.

Un lavoro al contempo delicato e terribile che è valso l’apprezzamento al Festival di Cannes e il riconosciemnto ufficiale della giuria al Festival di Annecy.

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