5 Film per un’incantevole primavera

5 film per festeggiare l’arrivo della primavera. Un piccolo percorso per osservare la natura che rinasce da dietro una finestra o meglio davanti a uno schermo. 5 titoli che contengono parole legate alla primavera, ma anche i suoi diversi aspetti, a partire dal mito antico, passando per una storia d’amore, delle vacanze iniziatiche, un ambiante primaverile, una nuova vita che sboccia in un giardino.

“La Dea della Primavera” (The Goddess of Spring, 1934) di Wilfred Jackson

Il mito di Persefone/Proserpina, figlia di Demetra/Cerere, dea delle messi, della terra feconda e della primavera riletto in chiave Disney. La fanciulla Persefone viene rapita dal re degli inferi Plutone/Ade, che la conduce nel suo regno, ma lei pur amandolo, non può vivere senza la natura e l’aria aperta, che d’altra parte senza di lei sta morendo, concorderanno un rapporto che vedrà Persefone 6 mesi sulla Terra (la bella stagione) e 6 mesi nell’Oltretomba.

Come molte delle Silly Sinphonies (cortometraggi animati musicali  creati 1929 e 1938) di cui fa parte questo cartone è pensato come un banco di prova per i disegnatori che si esercitavano alla creazione del primo lungometraggio animato: “Biancaneve e i 7 nani” 1937. In particolare proprio la “Dea della Primavera” servì ad allenarli all’animazione del corpo umano, provando a Walt Disney che c’era ancora moto da fare, a partire da lezioni mirate di anatomia. La narrazione è molto ambiziosa e farà da matrice alle successive opere Disney, se qui infatti il modello è l’opera o meglio l’operetta, i lungometraggi Disney diventeranno dei veri e propri musical. Per rivedere un mito classico in matrice Disney dovremo aspettare il 1940 con Fantasia e la magnifica Pastorale e poi Hercules nel 1997 dove ritroviamo Ade che una nuova veste meno “diavolesca” (diciamo che Plutone simile a Mefistofele non si può proprio immaginare…).

 

 

 

“Fiori di equinozio” (彼岸花, Higanbana, 1958) di OZU Yasujirō

L’impiegato giapponese Shoji (Ryō Ikebe) cerca di sfuggire alla monotonia della sua vita intrecciando una relazione extraconiugale con la collega Kaneko (Keiko Kishi). Ma presto, questa relazione solleverà i sospetti della moglie e degli altri colleghi.

Questo film, che affronta non solo le difficoltà della vita di coppia, ma anche lo stile di vita dei cosiddetti sararīman (ovvero i colletti bianchi), è uno dei drammi che ritraggono la vita quotidiana del Giappone di metà Novecento, tra solitudine, parole non dette e una cornice di natura e vita semplice e serena, spesso in contrasto con i sentimenti dei protagonisti. Nonostante il fumoso bianco e nero (differentemente da molte altre opere del maestro giapponese, questa non ha subìto restauri), vengono dipinti, attraverso le scene e i dialoghi, una vita e dei sentimenti estremamente reali e moderni. Il tutto in pieno stile Ozu.

 

“Springbreakers” (2012) di Harmony Korine

Springbreak: il  sogno americano delle vacanze primaverili, una pausa dalla scuola e un momento del puro eccesso, vissuti di solito in località di mare come Miami in Florida e Cancun in Messico.

Il sogno deforme di un gruppo di ragazzine (3 idoli teen del 2000: Selena Gomez, Vanessa Hudges, Ashley Benson + la moglie del regista) che vogliono vivere appieno queste vacanze ma non riescono a distinguere la realtà dal gioco, la profondità dalla superficie, nemmeno quando incontrano un gangster (James Franco che così brutto non l’avete mai visto) che porta i loro desideri alle estreme conseguenze.

Il film è un assalto visivo e sonoro, ridondante, chiassoso, disturbante e disturbato, ripetitivo come l’ipnosi, ti fa entrare nell’incubo delle ragazze finché solo il dolore fisico può risvegliarti.

 

 

“Un incantevole aprile” (Enchanted April, 1992) di Mike NEWELL

Un gruppo di signore inglesi, accomunate da un senso di infelicità ed inadeguatezza nei confronti delle proprie vite, decide di affittare un castello in Liguria per trascorvi un periodo di vacanza. Questi giorni trascorsi insieme faranno acquistare alle donne un rinnovato senso di serenità e, nonostante il carattere differente di ciascuna di esse, anche di sorellanza, grazie alla possibilità di parlare (e di scontrarsi) in piena libertà.

Questo film è tratto dall’omonimo romanzo, firmato dalla scrittrice inglese Elizabeth von Arnim e pubblicato nel 1922. La stessa autrice, che è stata ospite di questo castello di Portofino nel 1920 (Castello Brown, all’epoca di proprietà di un console inglese), ha deciso di raccontare una parte della propria vita (anche lei ebbe delle relazioni non esattamente felici) attraverso le vicende delle sue quattro protagoniste. Lo splendore di quei luoghi e la serenità che ne deriva, in contrasto con il grigiore dell’Inghilterra e della vita matrimoniale, vengono perfettamente resi dal film di Newell, anche grazie alla fotografia di Rex Maidment.

Nonostante la critica non la abbia accolta con troppo calore, quest’opera valse nel 1993 un Golden Globe come Migliore attrice in un film commedia o musicale a Miranda Richardson e come Migliore attrice non protagonista a Joan Plowright.

 

“Il giardino segreto” (The Secret Garden, 1993) Agnieszka Holland

Dal classico per ragazzi di Frances Hodgson Burnett uno dei più bei film gli anni ’90, diretto dalla premiata regista polacca Agnieszka Holland, che con mano delicata ed attenta coglie ogni particolare riempiendocene gli occhi: le prime gemme, i fiori, l’abbozzare di uno sguardo, la nascita di un sorriso.

Dopo la morte dei genitori, la piccola Mary (Kate Maberly) lascia la natìa India per andare a vivere in Inghilterra, nella villa dello zio (John Lynch), un personaggio malinconico e tenebroso. Qui scopre un giardino chiuso da tempo, nascosto nel parco della lussuosa dimora: prendendosi cura del giardino e del cuginetto Colin (Heydon Prowse), isolato a letto e tenuto nascosto perché creduto in punto di morte, Mary aiuta se stessa e le persone che le stanno intorno a scoprire o riscoprire l’amore per la vita, e a superare il dolore passato. Una favola dalle atmosfere a tratti quasi gotiche che sboccia in emozioni come la natura che cresce rigogliosa dentro e fuori la piccola protagonista.

“If you look the right way, you can see that the whole world is a garden.”

 

“Fiori di equinozio” – “Un incantevole aprile” Francesca Boi

“La Dea della Primavera” – “Springbreakers” “Il giardino segreto” Maria Parisi

 

 

 

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