Gotico: la paura declinata a serie

gotico, romanzo Tipo di romanzo (detto anche romanzo nero) in voga in Inghilterra (gothic novel) tra la fine del 18° sec. e l’inizio del 19°, caratterizzato da atmosfere terrificanti e ambientato per lo più in scenari medievali, quali castelli diroccati e frequentati dai fantasmi, cimiteri, monasteri tenebrosi, dove hanno luogo fenomeni inquietanti, fantastici o macabri. (Enciclopedia Treccani)

Il genere gotico

Il genere gotico nasce con il romanticismo, ma si sviluppa in particolare tra l’800 e i primi del ‘900, in ambito inglese ed americano. Tra gli scenari più diffusi, oltre alla campagna con i suoi castelli e tenute ci sono anche le città sporche e nebbiose, con i loro porti e quartieri malfamati. Un esempio palese lo troviamo in Dracula di Bram Stoker, ambientato sì nella terrificante Transilvania con il Castello del Conte, ma anche a Londra.

La caratteristica costante del romanzo gotico è la sensazione di inquietudine e paura connesse ad un forte senso estetico. L’immaginario gotico attinge le sue radici alla cultura romantica, al concetto di sublime, alla riscoperta della tradizione folklorica (di miti, magia e religione), in un’epoca fatta di viaggiatori e contatti con culture lontane, fino ad arrivare alla rivoluzione scientifica e alle prime scoperte psicanalitiche, tipiche del decadentismo. Tutti questi elementi uniti all’interesse per il macabro e l’occulto dei suoi autori e lettori sono stati capaci di creare una miscela affascinante che ci contagia tutt’oggi.

Attraverso alcune serie tv contemporanee ho costruito un piccolo manuale per entrare in confidenza con questo genere.

Penny Dreadful

Quando il gotico è horror

Penny Dreadful è la serie gotica per eccellenza creata da John Logan (The Aviator007 Skyfall/Spectre, solo per citare qualche titolo), pensata come una trilogia (tre serie dal 2014 al 2016) e prodotta da Sam Mendes (American Beauty, 007 Skyfall/Spectre). Già il titolo è davvero emblematico, i “penny dreadful” infatti sono i romanzi dell’orrore venduti per pochi spiccioli.

Partendo da un’idea simile a quella de “La leggenda degli uomini straordinari” di Alan Moore i protagonisti, ad eccezione del personaggio principale “Vanessa Ives”, sono tutti nati dalla penna di qualche famoso scrittore, o per lo meno ci ricordano fortemente qualche personaggio: Mina e Dracula, Dorian Gray, L’uomo lupo, Frankenstein e il suo Mostro, Allan Quatermain…

Il cast all stars (Josh Hartnett, Timothy Dalton,..) vede per protagonista una perfetta Eva Green nel ruolo di questo personaggio combattuto tra il bene e il male, in perenne conflitto, una sorta di strega dai poteri difficili da determinare. Il suo cammino di fede tra peccato e redenzione è connesso alla salvezza del mondo, ma anche a tutti gli altri personaggi.

La storia principale, che fa da fulcro centrale, è ambientata a Londra ed ha molto in comune con quella di Dracula. Da lì però si sviluppa in modo davvero intrigante ed inaspettato, svelandoci tutti i diversi personaggi, senza fretta, poco a poco e regalandoci un una forte parabola sulla diversità.

Raffinata dal punto di visto della scrittura come dell’accuratezza stilistica e tecnica, la serie è considerata davvero un gioiellino, anche se la freschezza e compiutezza della bellissima prima stagione non si replica nelle due successive: la seconda è oscura e affascinante, ma incompiuta, mentre la terza chiude con troppa fretta e disattenzione molti rami del racconto, che cadono recisi senza troppe spiegazioni.

Mentre viene annunciato uno spin off della serie ambientato a Los Angeles: https://www.comingsoon.it/serietv/news/penny-dreadful-torna-in-tv-con-un-sequel/n83141/

la potete trovare tutta intera disponibile su Netflix.

Taboo 

Quando il gotico cerca un’identità: tra thriller politico, avventura e horror

La serie è scritta da Steven Knight e nasce da un’idea di Tom Hardy, qui protagonista, e suo padre Chips Hardy, che è anche consulente produttore insieme a Ridley Scott.

La storia è quella di un avventuriero, James Delaney, che torna dopo molti anni a casa al funerale del padre. In eredità gli è stato lasciato un pezzo di terra al confine tra Canada e Stati Uniti, un luogo legato ai suoi più oscuri ricordi, ma soprattutto una lingua di terra (Baia di Nootka) ambitissima dalla Compagnia delle Indie, dalla Corona e dagli USA, come luogo chiave per i commerci con l’Asia.

La trama politica si intreccia con i misteri della Famiglia Delaney, che ne nascondono davvero una più del diavolo…e da lì il titolo Taboo. Per James infatti apparentemente non ci sono limiti insuperabili: magia, omicidio, tratta degli schiavi e molto peggio.

La scrittura come sempre perfetta di Knight s’incontra ancora una volta con le capacità recitative e la fisicità di Hardy (Locke e Peaky Blinders), che qui dà libero sfogo a tutta la sua mimica, versi e grugniti, che è un vero piacere (!). L’ambientazione londinese, pur sempre sporca e fumosa, non è quella vittoriana, ma dei primi dell’ ‘800; una Gran Bretagna al massimo della sua ricchezza ed espansione, il che dà una ventata d’aria fresca al genere.

Alla fine di un’intensa prima stagione rimangono ancora molti dubbi sul protagonista, sul suo passato e in particolare i suoi poteri magici che rappresentano la più grossa falla della serie. Sono quindi davvero contenta che sia stata rinnovata per una seconda, il che darà l’opportunità di sviluppare e chiarire queste parti ancora oscure.

Questa serie è anche disponibile su Sky.

The Alienist

Quando il gotico è un giallo/thriller

L’alienista (The Alienist) è una serie basata sull’omonimo romanzo di Caleb Carr e prodotta da Cary Fukunaga (True Detective, Maniac), con un cast che raccoglie nomi come Daniel Brühl, Dakota Fanning e Luke Evans.

La serie ci porta negli Stati Uniti e siamo dalle parti dei Delitti della Rue Morgue di E.A.Poe: efferati omicidi tormentano la città di New York. Le vittime sono bambini di strada, per lo più “ragazzi di vita” e a nessuno importa della loro morte, almeno finché il neoeletto commissario di polizia Theodore Roosevelt mette su una piccola equipe con a capo lo psichiatra Laszlo Kreizler, specializzato nei casi di bambini difficili. Mano a mano che la storia evolve, le indagini si faranno sempre più complesse e pericolose.

La serie è costruita con un percorso a climax perfetto e superate le prime puntate, dove s’indugia forse un po’ troppo sui particolari macabri, non si può che rimanere coinvolti nella spaventosa rete del racconto.

Particolarmente interessante è lo sviluppo del personaggio di Laszlo e il suo interesse maniacale per il colpevole, ben sviluppato a partire dalla pagina letteraria dove Carr affronta e tramuta in fiction gli scheletri dell’armadio di famiglia (Caleb è figlio del Lucien Carr della Beat Generation).

Anche questa è completamente disponibile su Netflix.

Concludo la nostra panoramica con una serie che ho cominciato a vedere su Netflix ma che non sono ancora riuscita a concludere:

The Frankenstien Chronicles

The Frankenstein Chronicles, con protagonista Sean Bean, è una serie televisiva britannica del 2015 liberamente ispirata ai personaggi reali e di finzione legati al celebre romanzo gotico Frankenstein di Mary Shelley e al suo periodo storico.

Anche qui si parla di omicidi, sparizioni di bambini e indagini in una Londra sporca e fumosa, corrotta e pericolosa, alle prese con il progresso scientifico, che più che di scienza sa di magico e inquietante.

Le premesse sono buone, anche se, come abbiamo imparato dagli altri titoli sempre terrificanti:

Di tutte le emozioni, la PAURA è quella che ha maggior potere di derubare alla mente tutti i poteri di agire e di ragionare  (E. Burke)

 

Maria

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