Indivisibili di Edoardo De Angelis (2016)

Daisy e Viola sono le gemelle siamesi che formano il duo canoro Indivisibili. Un nome d’arte che è una condanna, calata sui loro destini dal padre, manager e tiranno in una famiglia sgangherata formata da due zii accondiscendenti e una madre sempre strafatta e poco incisiva. Perché nella piccola e decadente provincia casertana, “la gente normale fa la fame”. Invece Daisy e Viola sono circondate da un’aura di sacralità, sfruttata non solo dalla famiglia ma da tutti coloro che, facendo affari loschi o quantomeno ambigui col padre, ne possono trarre profitto. Tutto ciò finché le due sorelle, ormai diciottenni, non scoprono di potersi dividere.

L’opera quarta di Edoardo De Angelis, sempre pronto a raccontare la sua Campania più grottesca e assurda e a suo agio sia con commedie che con pellicole più cupe, propone anche qui un racconto speranzoso ma amaro e decadente. I personaggi sono dei disperati, ma pare che nulla intacchi la loro fiducia nel denaro, anche quando non del tutto pulito. Cosa che sembra essere inevitabile, dato che chiunque porta con sé un’ambiguità che stride con il candore e il senno delle due ragazze, mostrate come agnellini in mezzo a lupi e trattate alla stregua di reliquie sacre, da adorare e toccare. Eppure esse hanno dei sentimenti e dei desideri, non sempre in accordo, ma proprio questo le salva da alcune situazioni. E’ come se l’una fosse la coscienza dell’altra, aiutandola a reagire o riflettere nei momenti di confusione. Ed è proprio in questi momenti che la loro disabilità si trasforma in dote, permettendo loro di essere unite – al di là della condizione fisica – e quindi più forti. Al contrario, il mondo sozzo che le circonda sembra sgretolarsi poco a poco: nell’inseguirle, il padre comincia a perdere l’appoggio prima degli zii, poi della madre, che lo lasciano solo con la sua disperata ossessione per lo sfruttamento di queste figlie al solo scopo di avere altri soldi da giocarsi. Ossessione alla quale Daisy e Viola vogliono opporsi. Qualunque sia la posta in gioco.

Diversamente dalle opere precedenti, De Angelis non sceglie volti di spicco del cinema italiano, bensì sembra basare la propria scelta dei personaggi su volti più “sporchi”, rappresentativi di una Campania indurita e disincantata, eppure vera e poetica. Che siano attori teatrali o televisivi, cantanti o attori debuttanti, sono tutti bravissimi e rivestono la propria parte con una perfezione che dimostra una regia di chirurgica perfezione. Le stesse sorelle, interpretate dalle gemelle Angela e Marianna Fontana, sono perfettamente a loro agio davanti alla macchina da presa, dimostrando una carica interpretativa da Actors Studio. Forse il fatto di recitare in dialetto stretto, benché a tratti renda elitaria la fruizione del film, dall’altro lato rende la recitazione più fluida e naturale. Non a caso, Indivisibli è stato pluripremiato in svariate kermesses cinematografiche – l’ultima delle quali i Ciak d’oro 2017 – praticamente in tutte le categorie. Fatta eccezione per le sorelle Fontana, in una condizione svantaggiata per la difficoltà di capire dove finisca il merito e il talento dell’una e dove inizi quello dell’altra. Siamo curiose di scoprire cosa ci riserveranno per il futuro, magari separatamente.

Trailer Ufficiale Indivisibili

Fra B.

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