Joker di Todd Philips

Joker è tornato ancora una volta, questa volta per la regia di Todd Phillips, con un primato, si tratta infatti del primo cine comics a gareggiare in un Festival internazionale, com’è Venezia 76.

Questo personaggio così iconico riappare sullo schermo e mostra  una nuova declinazione del suo volto: Arthur Fleck è uno psicopatico, depresso, emarginato dalla società, senza nessun affetto vero e umano eccetto quello di una madre debole e psicologicamente debole. Consumato da una follia devastante e scollegato dal mondo reale, il protagonista e la sua percezione del mondo peggiorano mano a mano che la trama si sviluppa, che le cose “si mettono peggio”, ma soprattutto dal momento in cui Arthur smette di prendere i suoi farmaci…a quel punto il confine tra la realtà e illusione diventa impalpabile anche per lo spettatore.

Il lavoro di i Philipps e di Joaquin Phoenix, il suo protagonista, si concentra totalmente sulla creazione del personaggio, un uomo vero che potremmo incontrare dietro l’angolo, in una società anaffettiva così simile alla nostra, ma anche uno psicopatico da manuale, nel quale si mescolano diverse patologie, un uomo al proprio limite estremo che conduce lo spettatore nelle oscurità della sua mente, verso un inevitabile baratro. Joker pur essendo malato non è folle senza una ragione, conoscendo la sua vita lo cominciamo a comprendere, compatire e per il quale arriviamo persino a parteggiare per lui… Il processo arriva però al suo eccesso quando, per aggiungere valore al dramma di Joker, il regista abbassa anche i personaggi  solitamente positivi, come la famiglia Wayne; ci si chiede quindi se fosse effettivamente necessario, infatti in quanto sembra che per una comprensione completa della sua deriva verso il male possa esserci solo attraverso la cancellazione completa dell’esistenza del bene…o dovremo aspettare che cresca Bruce, affinché entri un personaggio positivo in questa storia? Ma come viene  viene spiegato nei fumetti, in fondo Joker e Bruce non sono altro che due maschere o facce della stessa medaglia.

Joker è un film estremamente tragico, con note da thriller psicologico, che restituisce i cine comics a un pubblico più adulto; al contempo, è anche un film dove il protagonista ride, ride tantissimo…per la malattia, per cose che non capiamo, per cose effettivamente divertenti (!), creando una fortissima e terribile distonia che fa sentire lo spettatore incastrato in qualcosa di sbagliato, fuori luogo, proprio come il suo protagonista, che percepisce il mondo in modo diverso, in una sua personale e perversa commedia…che forse è comunque meglio della realtà.

 

Maria Parisi

 

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