Chi l’ha visto (il film): Kirikù e la strega Karabà di Michel Ocelot

In questo mese di mistero e grigiore, vi portiamo a scoprire un film magico. No, niente Harry Potter o Nightmare before Christmas, andiamo a sud a scoprire le atmosfere incantate del lungometraggio di animazione Kirikù e la strega Karabà. Un film che racconta l’inganno delle apparenze e la forza dei piccoli, un film dalla bellezza estetica quasi trascendentale.

Kirikù e la strega Karabà racconta la storia di un bambino molto speciale che nasce in una tribù africana. Il bambino, Kirikù, sa parlare già nella pancia della madre, è in grado di mettersi al mondo da solo e di camminare e ragionare come un adulto. Fin da subito si scopre che il villaggio è pieno di problemi: la potente strega Karabà lo tiene infatti sotto il suo controllo e ha rapito tutti gli uomini. Inoltre, l’unico pozzo nel raggio di miglia si è asciugato. Gli abitanti di fronte a questi problemi sembrano rassegnati e fatalisti, ma Kirikù, nonostante sia un bambino e per di più minuscolo, è deciso a salvare il suo villaggio. In più, Kirikù è ossessionato da una domanda a cui nessuno sa rispondere: perché la strega Karabà è cattiva?

Kirikù e la strega Karabà è unico sotto molti punti di vista che comprendono sia la storia che l’animazione. La storia è il riadattamento di una leggenda africana e mantiene la struttura fiabesca tipica di leggende e racconti per bambini. Una struttura che era presente anche nelle fiabe e favole occidentali servite da spunto per tanti film Disney, ma che non viene riportata nei film. In Kirikù questa peculiarità si nota fin dall’inizio, per esempio nei dialoghi ricchi di ripetizioni e formule che riportano alla tradizione orale. Quanto all’estetica di Kirikù, il film è fiero esponente di una tradizione di animazione 2D che ricorda spesso la pittura e i fondali teatrali. 

Tre motivi per riscoprire il film Kirikù e la strega Karabà

  • L’estetica: Kirikù colpisce perché ha uno stile unico su più livelli. Richiama molto l’arte africana ed è particolarmente attento alla raffigurazione realistica dei personaggi. Questo significa, per esempio, la nudità: Kirikù è nudo per buona parte del film e tutte le donne sono a seno scoperto.  I richiami alla cultura locale si fondono con uno stile di animazione senza tempo. Il film sacrifica la fluidità, come nelle scene di danza, per creare quadri in movimento. Si è spesso tentati di mettere in pausa per poter apprezzare ogni piccolo dettaglio di questo gioiello dell’animazione.
  • Il protagonista: Kirikù è un eroe fin dal principio, un bambino prodigioso. Ma questo suo eroismo, che potrebbe renderlo (e occasionalmente lo rende) orgoglioso e irritante, è anche un handicap. Perché Kirikù è solo un neonato, per di più minuscolo. A parte la madre e il nonno, nessuno lo aiuta o lo prende sul serio. I suoi tentativi di risolvere il problema del pozzo o di capire la cattiveria della strega scatenano reazioni incredule e si scontrano contro l’apatia del villaggio. Kirikù ha dalla sua l’intelligenza, la velocità e la tenacia, ma è una sorta di eroe/profeta in una patria che non vuole saperne di lui. Il suo orgoglio lo rende complesso, la sua solitudine di bambino incompreso lo rende fragile. Non possiamo che tifare per questo protagonista miracoloso.
  • Temi e messaggi del film: come in tutte le favole e fiabe, questa storia tratta temi universali e più complessi di quanto si potrebbe notare a un primo sguardo. Ci sono naturalmente l’importanza del coraggio e dell’intelligenza e come si debba a volte andare controcorrente per scoprire la verità. Ma scavando più a fondo troviamo potenti metafore: Kirikù ci parla dei legami tra pregiudizio, ignoranza e apatia, di come spesso una comunità isoli e sospetti chi mette in discussione idee accettate da tutti, di come la violenza generi altra violenza, di quanto sia facile scatenare una caccia alle streghe. Karabà per molti versi (non ultimo l’aspetto, con il viso deformato come una maschera e i capelli ritti come serpenti) ricorda una Medusa, rintanata in una caverna lontano dagli uomini che tuttavia continuano a perseguitarla. E anche i suoi tormenti sono una metafora forte. Kirikù nasconde innumerevoli perle di saggezza per chi sa vederle, non solo per i bambini, ma anche più spesso per gli adulti che potrebbero aver dimenticato molti di questi importanti insegnamenti.

 

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