Maria Regina di Scozia

La cattolica Maria Stuarda, regina di Scozia, dopo la morte del primo marito re di Francia, a 18 anni torna in patria e prende le redini del governo. Maria potrebbe avere anche delle forti pretese sul regno d’Inghilterra, ma almeno per il momento non intende farle valere, avendo un piano più lungimirante sulla propria discendenza. La situazione comunque non è semplice, tra i tanti scontri religiosi (tra protestanti e cattolici), gli interessi dei nobili, la pressione dell’Inghilterra governata dalla cugina Elisabetta, protestante,….eppure, nonostante tutto questo, per lungo tempo Maria fu una regina forte e molto amata.

“Maria Regina di Scozia” era  uno dei film più attesi di questa stagione: tratto dalla biografia dello storico John Guy, si tratta di una potente storia in costume, dove due grandi donne passate alla storia si sfidano e scontrano fino alla morte; se poi le due regine sono interpretate da due attrici talentuose come Saoirse Ronan (Maria Stuarda regina di Scozia) e Margot Robbie (Elisabetta I Tudor regina d’Inghilterra), sappiamo per certo che il film vale la visione.

Fin dalle prime immagini siamo immersi in una splendida Scozia, in una realtà di corte che è tra le meglio realizzate e storicamente realistiche che abbiamo mai visto al cinema, in particolare l’incontro tra la corte francese, con i suoi usi e costumi, più liberi e disinibiti, in contrapposizione con quella scozzese  e inglese sembra colpire proprio nel segno.

Il film fin dal suo trailer ci faceva capire come il ruolo femminile e il complesso rapporto tra le due, fosse centrale per tutta la struttura del racconto, la tesi insita nel film si fa più interessante poi negli sviluppi, come ha ben sviscerato il critico Gabriele Niola nella sua recensione per il sito www.badtaste.it:

Ad adattare il libro John Guy sulla vita di Maria Stuarda è Beau Willimon, la penna dietro House Of Cards, che trasforma quello che poteva essere il consueto polpettone storico in un ritratto di donna eccezionale, determinato, molto duro come esige il ruolo eppure morbidissimo dentro.
A unire carattere duro e femminilità morbida, gli opposti che devono prendere forma umana e avere un senso è Saoirse Ronan, al suo ruolo migliore, perfetta con i suoi tratti dolci a cui associa bene una recitazione senza fronzoli, dritta all’obiettivo. Il carattere di Maria Stuarda è fantastico e Willimon non si rifugia mai nella soluzione più semplice: farla somigliare a un uomo di potere. È infatti proprio il suo esercitare il potere come una donna che verrà usato dai suoi nemici per deporla.

Al contrario Elisabetta, la regina rivale e a un certo punto amica (se non proprio sorella), rinnega la sua femminilità. La contrapposizione tra le due è chiara: Maria è un modello che abbraccia essere donna e avere il potere, Elisabetta uno dentro il quale ribolle la femminilità e che sceglie di annullarla per regnare. È una questione politica, come insegna la serie The Crown scritta da Peter Morgan che Willimon sembra aver visto e digerito: per essere un vero monarca occorre annullare se stessi e diventare il proprio ruolo, non essere donne ma essere lo stato.
Per questo Elisabetta subisce una trasformazione fisica dall’inizio alla fine del film, muta effettivamente, perdendo bellezza e connotati di umanità, diventerà una regina, un simbolo, mentre Maria rimarrà un essere umano.

Eppure il film che scorre in modo coinvolgente nella prima parte: tra battaglie, politica, intrighi e storie d’amore, arranca nella seconda, sembra infatti difficile far conciliare il ruolo di Maria, forte e intelligente, anche se impulsiva, presentataci fino a un certo punto con quello di continua martire e vittima.

Inoltre l’escalation di violenza e delle tragedie che costellano la vita della sovrana, che inizialmente percepivamo come momenti sconvolgenti, nel loro crescere: violenza domestica, stupro, privazione di un figlio, esilio, prigionia fino alla decapitazione…. sembrano perdere il giusto significato e peso…come se la regista Josie Rourke se ne fosse dimenticata, troppo concentrata a raccontarci l’altra trama: il rapporto con regina Elisabetta, ruolo a cui vengono donati invece molti momenti più sfaccettati, forti e tragici. La violenza e il dolore dovrebbero arrivare a sfociare nella tragedia di Maria, nella Sua consacrazione o vittoria, a seconda di come la si voglia interpretare: eppure niente, si perdono e si accettano, fluiscono, fino ad arrivare a un finale spezzato in modo frettoloso.

 

 

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