Una mole di pellicole nel cuore di Torino

Chi arriva a Torino, città notoriamente conosciuta come nucleo industriale grigio e poco accogliente, rimane piacevolmente stupito da alcune cose: i torinesi non paiono antipatici, non c’è solo industria, ma, soprattutto, c’è un po’ di cultura che ti aspetta ogni volta che giri l’angolo.

Le possibilità sono tante, ma le attrazioni sono principalmente due, una delle quali è il Museo Nazionale del Cinema; per non farvi sbagliare, è allestito all’interno della Mole Antonelliana, che da qualsiasi punto voi arriviate in capitale sabauda svetta sui tetti cittadini a sorvegliavi e ricordarvi che non potete andare via senza essere passati di lì.

Torino è uno dei poli del cinema italiano, ma, a voler essere precisi, ne è stata la culla all’inizio del secolo scorso, per passare in secondo piano sino ad una nuova operazione di valorizzazione della cultura con un accurato e abile piano di restyling che ha coinvolto anche il Museo del Cinema, spolverato e rimesso a nuovo. E dire che di storia ne aveva da raccontare.

La nascita della collezione che diventerà in seguito il nucleo del museo è opera di una grande appassionata del grande schermo, Maria Adriana Prolo, che inizia dapprima a fare ricerche e scrivere articoli creando un circolo di intellettuali interessanti al cinema e al suo lavoro. E’ qui che, grazie ai tanti aiuti economici che giungono da enti pubblici e privati, viene fondata l’Associazione Culturale Museo del Cinema e poi raccolta la prima serie di pezzi da collezione. Tutto questo accadde a metà del secolo scorso. Una curiosità? Il comune, appoggiando l’iniziativa, concede uno spazio per conservare i cimeli, che si trovava nei sotterranei della Mole Antonelliana: era proprio destino che, crescendo, il Museo prendesse casa li. Man mano che il museo cresce si nota da subito un’altra peculiarità che ne contraddistingue l’identità, instillata dalla Prolo che vi lavora instancabilmente: come ad oggi chi visita il museo rimane stupito dalla sperimentazione degli spazi e dei percorsi proposti, già dai primi anni le attività non si presentavano decisamente come canoniche! Dopo alcune mostre temporanee e retrospettive il museo è in prima linea nelle attività di sperimentazione di trasmissioni televisive fornendo spazi e materiali, ma anche consulenze.

Il museo, come molte altre istituzioni, attraversa un lungo peregrinare, ma vede il suo battesimo non più come associazione nel 1958 sotto la direzione chiaramente di Maria Adriana Prolo, in un’ala di Palazzo Chiablese. Quattro spazi a comporlo: una sala dei cimeli, una cineteca e biblioteca e una sala di proiezione. Iniziano quelle che sono le mostre più caratterizzanti della storia dei musei cinematografici italiani dove svetta son da subito quello torinese, sia per le attività che per le scelte peculiari dei soggetti espositivi: si va dai manifesti del cinema muto alla stereoscopia, passando per retrospettive molto specifiche come  cento anno di caricature dal 1839 al 1939.

Dopo una storia sempre in crescita, nel 1983 c’è una brusca interruzione: si tira il freno a mano dopo il disastro al cinema Statuto, che manda in crisi la gestione di tutte le istituzioni torinesi e non. Il grande impegno di Maria Adriana Prolo non si interrompe nemmeno in questo caso, sino a raggiungere la riapertura presso il cinema massimo nel 1991; si deve aspettare ancora qualche anno, il 2000, per assistere al momento nel quale finalmente si giunge alla sede più ambita…proprio quella che arrivando a Torino si staglia ricordandovi di passare per di lì.

Ora che abbiamo fatto un po’ di storia svestiamo i panni dei professori e degli alunni per farci una domanda. Perché vale la pena di visitare il museo? Partiamo da un assunto molto semplice: se anche non vi interessa il cinema o non ne siete fan sfegatati, se entrate nella Mole potrete vedere un’allestimento che vi farà spalancare gli occhi. Lo spazio già di per se molto particolare è tagliato in verticale dall’ascensore panoramico trasparente con il quale potrete magicamente levitare in mezzo alla struttura sino a raggiungere la punta più alta di Torino; stanchi? Prima di iniziare il tour potete concedervi un momento di relax sulle poltrone sonore, dove stendersi e ammirare i due schermi cinematografici proprio nel cuore della struttura, guardando le immagini delle pellicole più famose o selezioni dedicate alla mostra temporanea. Ora, iniziamo, ma siate preparati: si tratta di attraversare i set più belli e gli allestimenti più fantasiosi che possiate immaginare. Sentitevi un po’ divi, saltate da un punto all’altro della storia del cinema tra laboratori, saloon ed elettrodomestici giganti, scatti meravigliosi e reperti spettacolari…senza accorgervene siete arrivati in cima! Sorpresa, adesso potete scorrere l’esposizione temporanea. Non preoccupatevi, se anche si parla di selezioni per specialisti, sono sicura che riuscirete ad apprezzarle. Oggi, per esempio, potrete scoprire una collezione di manifesti cinematografici cubani. E prima…beh dipende, avreste potuto fare una passeggiata tra il cinema di Sergio Leone, o scoprire il neorealismo, ammirare gli scatti delle dive da Oscar, fare un salto indietro nel tempo sino a Metropolis. E sono solo le ultime nate.

Ma non siamo cosi statici…il museo è cosi attivo che ogni tanto esce per andare tra le strade e le sale. Torino è famosa anche per i suoi festival, e il patrocinio non poteva che essere del museo: se vi siete persi il Torino Film Festival, e il CinemAmbiente, tra qualche giorno inizierà il Torino Gay&Lesbian Film Festival. Ora ci sono due possibilità, se già eravate appassionati di cinema, avete trovato il paradiso…in caso contrario…no non è possibile che siate ancora immuni a questa bellezza.

http://www.museocinema.it/index.php

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