Come ho (quasi) smesso di avere paura dei film horror grazie alle serie tv

Il genere horror al cinema polarizza come pochi. Alcuni lo amano alla follia, molti lo evitano in blocco. Alzi la mano chi, parlando di gusti cinematografici, alla fatidica domanda “quale genere preferisci?” si è sentito rispondere “io guardo di tutto, tranne gli horror”. Quanto alle motivazioni per questo ostracismo, ritengo che in molti casi si possa riassumere con una citazione del mio ragazzo: perché dovrei guardare qualcosa costruito allo scopo di disgustarmi o farmi paura? Se i film sono uno svago, dove sta lo svago in questo?

Prima o poi scriverò un elenco di ragioni per rivalutare il genere horror, ma oggi il mio scopo è un altro. Oggi mi rivolgo a un altro gruppo di persone, probabilmente molto più ridotto dei primi due, ma della cui esistenza sono sicura. Perché ne faccio parte. Quelli che vorrebbero guardare i film horror, ma hanno paura. Con il tempo magari questa paura diventa assenza di interesse, o viene superata dall’interesse, metabolizzata e messa da parte. In tali casi, i membri di questo gruppo vanno a spostarsi negli altri due citati. Per chi però rimane in questo limbo più a lungo, come è successo a me, vorrei fornirvi il mio supporto. Smettere di aver paura è possibile. Io ci sono (quasi) riuscita. E vi spiego come.

Allenamento antipaura con le serie tv: quali guardare?

Ipotizziamo che voi siate appassionati frequentatori del divano e decidiate di punto in bianco di allenarvi per una maratona. Il buon senso vi porterebbe a cominciare a poco a poco. Un chilometro un paio di volte a settimana, poi due, poi tre, e così via. Lo stesso principio ha funzionato per me quando ho deciso che per godermi i film che tanto avrei voluto guardare, dovevo partire da qualcosa di meno inquietante.

Supernatural: demoni, mostri, e pettorali

La prima serie tv che mi aiutò a superare la mia paura aveva tutto: tematiche soprannaturali, mostri della settimana, protagonisti dagli ampi pettorali, una lunghezza apprezzabile di parecchie stagioni. Fu così che cominciai a guardare Supernatural. Questa serie si presta bene come introduzione agli horror. La prima stagione, in particolare, presenta episodi perlopiù autoconclusivi molto interessanti e molto inquietanti.

Con il passare del tempo, la trama legata a demoni e angeli prende il sopravvento sul resto, e la serie diventa progressivamente più complessa e meno spaventosa. Le prime due o tre stagioni sono però molto belle, e la storyline principale continua fino alla fine della sesta stagione. Lì io mi sono fermata, comunque fin lì è stata una visione piacevole e molto utile ai fini dell’abituarmi a certi tipi di orrore.

Stranger Things: cospirazioni, mondi paralleli e anni ottanta

Ho iniziato a guardare Stranger Things quando la mia opera di assuefazione era già avanzata, quindi non posso dire che mi abbia causato problemi particolari. Rientra però tra le serie che consiglio come introduzione perché ha atmosfere pregnanti, momenti di angoscia, e una dose di soprannaturale ben calibrata. I jump scares sono ben misurati ed efficaci e la trama è coinvolgente.

La serie tende forse più verso una forma particolarmente cupa di fantascienza che verso l’horror, ma forse proprio per questo è adatta a cominciare. Inoltre, è una serie bellissima in generale e ampiamente apprezzata, consigliata a prescindere dunque.

Black Mirror: la tecnologia che mette ansia

Se Supernatural pesca a piene mani da miti popolari, religioni e culti e misteri, e Stranger Things mette in scena paranoie da guerra fredda e mondi che paiono creati da un ibrido tra Spielberg e Stephen King, Black Mirror è presente e futuro. Questa serie non punta sugli spaventi, ma su una delle emozioni più generalmente diffuse al nostro tempo: l’ansia.

Black Mirror non è una serie horror in senso stretto, eppure è profondamente legata al genere perché mette in scena alcuni tra i nostri peggiori incubi. Prende tecnologia, estetiche patinate alla Instagram, evoluzione del mondo contemporaneo e si chiede: cosa potrebbe andare male? E la cosa più inquietante è il realismo: Black Mirror spesso si limita a far evolvere leggermente una tecnologia esistente o anche solo a presentarne un uso alterato. E bam, ecco l’incubo. Se vi abituate a questa angoscia, demoni e streghe vi sembreranno immagini da cartolina.

Twin Peaks: il classico che continua

Twin Peaks è ripresa quest’anno con molto tam tam mediatico a seguirla. Io qui però mi concentro sul consigliarvi in particolare la prima stagione e la prima metà della seconda. Twin Peaks è una serie che lavora su atmosfere e suggestioni profondamente enigmatiche. Una serie che ha un secondo, un terzo e probabilmente anche un quarto livello di lettura.

Il non capire è una delle chiavi del senso di disagio che questa serie trasmette. Al resto contribuiscono elementi come la musica o i molto occasionali e sapientemente calibrati jump scares. Questi ultimi sfruttano immagini apparentemente piuttosto semplici. Non c’è molto sangue in Twin Peaks, ma non è necessario. Angoscia comunque.

American Horror Story : il livello pro

Qui siamo nel campo delle opinioni personali: ho attraversato con relativamente pochi problemi le serie appena nominate, ma American Horror Story per me è una sfida aperta.

Le stagioni sono autoconclusive, e ruotano tutte intorno a un tema. La prima stagione, incentrata sui legami familiari e ambientata in una casa infestata, è stata ardua da finire. Non perché non sia bella, anzi. Ma perché AHS è una serie horror quanto può esserlo una serie. Ne ha le forme, l’estetica, i tropi. Questo per chi ha il problema di temere gli horror può renderla più difficile da digerire. In ogni caso, ne vale la pena.

Sono ora immersa nella seconda stagione, ambientata in un manicomio, ed è ancora più bella della prima, un affresco corale di storie individuali coinvolgenti, con interpreti bravissimi. Ovviamente, fa più paura. Ma è questo lo scopo, no? Alzare l’asticella.

 

Questo è un metodo testato, anche se non lo definirei scientifico. Le soglie di paura sono una realtà estremamente oggettiva. Ma nel peggiore dei casi vi potrà far scoprire una serie nuova. E magari vi accorgerete che non fa poi così paura.

Buona visione!

Francesca Maria Solinas

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