Quattro film per immergersi nel cinema tedesco

Ricco di storia prestigiosa, il cinema tedesco nell’epoca moderna è rimasto un po’ in secondo piano. In Italia, perlomeno, non è noto al pari di altre tradizioni cinematografiche nazionali. Il cinema americano, francese, o anche giapponese, sono senz’altro più celebri e ricercati dal pubblico. Anche in festival come la Mostra del Cinema di Venezia, il cinema tedesco viene spesso ritenuto cupo e pesante.

Tuttavia, negli ultimi anni ci sono stati alcuni successi importanti, come il film Vi presento Toni Erdmann della regista Maren Ade. Riteniamo perciò giusto consigliarvi un piccolo campione di film per rispolverare un cinema che merita di essere riscoperto.

Vi presento Toni Erdmann – Maren Ade (2016)

Cominciamo proprio dal già citato film di Maren Ade che ha vinto numerosi premi agli European Film Award ed è stato candidato a Cannes, Oscar e Golden Globe. Il film è un’opera paradossale e surreale che affronta temi difficili come il rapporto fra genitori e figli e l’esaurimento da eccesso di lavoro. La trama gira infatti intorno all’improbabile coppia padre-figlia Winfried e Ines. Lei lavora per una grande azienda petrolifera ed è costantemente sotto pressione, lui è in lutto per il suo cane e cerca con molta difficoltà di ricostruire un rapporto con la figlia.

Un film pesante e triste? No, in Toni Erdmann niente è come sembra. Quanti film conoscete che mescolino vita da azienda, travestimenti con parrucche e denti finti, karaoke e una festa nudista? Provatelo, magari il suo humor peculiare non vi catturerà, ma non potrà che sorprendervi!

Ai confini del paradiso – Fatih Akin (2007)

Uno degli esponenti più celebri del cinema tedesco contemporaneo è Fatih Akin, figlio della grande e consolidata comunità turco tedesca. Akin mette spesso in scena la comunità turca nei suoi film. Molte sue opere creano un ponte tra due culture conviventi e quasi confinanti, ma estremamente diverse. Una di queste opere è Ai confini del paradiso. Le storie dei personaggi sono intrecciate e difficili: una giovane attivista che fugge dalla Turchia in Germania in cerca della madre, un anziano signore turco che invita una prostituta a convivere con lui, un giovane professore nato in Germania che decide di tornare in Turchia.

Tutti viaggiano in questo film, in cerca di salvezza, identità, perdono, fuga da se stessi e dalle proprie radici. Un film di confini e identità culturali miste, di bellezza, speranza e tragiche coincidenze. Un film che racconta molto dell’Europa di oggi e del suo complicato rapporto con la Turchia. Come tutte le opere di Akin, un film estremamente contemporaneo.

Rosenstrasse – Margarethe von Trotta (2003)

Margarethe von Trotta è un’esponente del Nuovo Cinema Tedesco, movimento affermatosi fra gli anni sessanta e ottanta che chiedeva un ritorno alla qualità e maggiori finanziamenti al cinema d’autore. Il movimento ha coinvolto nomi celebri come Fassbinder, Werner Herzog, Wim Wenders e la stessa von Trotta. Con Rosenstrasse, la regista ha composto un’opera storica di grandi interpretazioni, che valse alla protagonista Katja Riemann una Coppa Volpi. In questo senso, il film si inserisce in un filone consolidato. Il cinema tedesco ha particolare amore per le opere storiche, che molto spesso si rivolgono al periodo nazista. Un esempio celebre di questo cinema storico drammatico è il film La Caduta, con il magnifico Bruno Ganz, ma in questo articolo scegliamo di citare invece un’opera diversa e meno cupa.

Rosenstrasse racconta la storia vera di una protesta avvenuta nel 1943 nella via omonima di Berlino, da parte di donne tedesche sposate con uomini ebrei. Manifestando di fronte alla prigione dove erano rinchiusi i loro mariti per sette giorni e sette notti, queste mogli tenaci riuscirono infine a farli liberare. Una storia importante, raccontata con maestria.

Lui è tornato – David Wnendt (2015)

Un film per contraddire una volta per tutte chi è convinto che i tedeschi non possiedano senso dell’umorismo. Lo possiedono eccome – anche se a tratti paradossale come in Vi presento Toni Erdmann – e possiedono anche autoironia da vendere. Questo film parla di storia, ma anche di presente, e prende in giro entrambi in modo molto serio. In questo film succede esattamente quello che il titolo annuncia: lui, ovvero chi se non Adolf Hitler, ritorna. Si risveglia in un prato e ci mette un bel po’ a capire dove si trova e come funziona la società di oggi. Una volta che lui capisce, sono invece gli altri che non capiscono nulla: lo trattano infatti come un fenomeno di costume, un fenomeno che diventa sempre più celebre.

Capite dove va a parare il film, vero? Tra parallelismi gestiti con leggerezza, e humor amaro, si costruisce una satira sociale che funge un po’ da avvertimento. Un film che sembra dire: è successo a noi a quei tempi, ma cosa vi fa pensare che non possa succedere di nuovo a chiunque? Come la migliore satira e commedia, fa ridere e pensare allo stesso tempo.

Speriamo che questi film vi stuzzichino la curiosità e vi facciano venire voglia di scoprire molto di più su questo cinema ricco e meno conosciuto. Dai tempi dei capolavori di Murnau e Pabst ai famosi Wenders, Herzog, Fassbinder, il cinema tedesco ha sempre avuto tanto da offrire e speriamo continui a creare ancora di più in futuro.

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