Spiderman No Way Home da due diverse angolazioni

Uno dei film più attesi dell’anno ma anche forse uno dei più divisivi. C’è chi l’ha amato e chi non si è sentito ripagato del tutto dalle alte aspettative. Il film in questione è Spiderman no way home, terzo film della saga di Spiderman e numero non ben definito della saga che porta in scena le vicende del Marvel Cinematic Universe (scusate ma stare dietro a tutti i film e serie della Marvel sta diventando un’impresa).

È difficile fare una recensione di Spiderman senza rischiare di fare spoiler, ma ci proveremo. Per la redazione di FEMS siamo andate in due a vedere la pellicola, Giada, che ammette di non essere una grande fan dell’universo Marvel, e Cecè che è cresciuta coi fumetti di Spiderman e di molti altri super eroi.

Non possiamo fare spoiler ma possiamo provare a dare un contesto a quello che accade nel film. La grande premessa, non che quello che tutti i fan aspettavano, era l’entrata in scena del Multiverso, cioè la consapevolezza che oltre all’universo dove il nostro giovane Peter Parker passa le sue giornate, ci sono altrettanti universi con diverse versioni di sè. Multiverso che la Marvel ci aveva già presentato nelle sue serie streaming per Disney+: Wandavision, Loki e What If.

La storia inizia dove si era concluso il precedente film, Spiderman far from home, dove il mondo scopre che dietro alla maschera dell’eroe si cela il volto di Peter Parker (Tom Holland). Il ragazzo è dunque costretto a cercare un modo per tornare nell’anonimato e per far ciò chiede aiuto a Dottor Strange (Benedict Cumberbatch). Durante l’incantesimo di quest’ultimo però, le cose non vanno come previsto e si apre il Multiverso, permettendo ai massimi cattivi di altri universi di spiderman di giungere nella loro realtà.

Tra i cattivi rivediamo infatti Dottor Octopus (Alfred Molina) e Goblin (Willem Defoe o James Franco, non vi spoileremo quale dei due) della prima trilogia dedicata all’uomo ragno, che vedeva protagonista Tobey Maguire. Vediamo inoltre anche Elettro (Jamie Foxx) e Lizard (Rhys Ifans) cattivi protagonisti della secondo saga di Spiderman, The Amazing Spiderman, Andrew Garfield nei panni dell’uomo ragno. Ci sono state molte teorie se i due precedenti spiderman sarebbero tornati sul grande schermo per questo film, ma non sarà in questa sede che lo scoprirete, vi consigliamo dunque di andare al cinema per confermare o no i rumors.

Ciò che possiamo dirvi è che per i fan il film è stato il giusto mix tra commedia e drama, una vera e propria montagna russa di emozioni. Il film ha lo scopo di far vedere al grande pubblico uno degli aspetti più maturi e tormentati dell’amichevole spidey di quartiere. Chiunque ami il personaggio ed è cresciuto coi suoi fumetti sa che Spiderman cela dentro di sé un angoscia dovuta soprattutto alla paura di ferire tutti coloro che ama, paura che lo porta quindi a cercare di allontanarsi dagli affetti. Questo aspetto un po’ più tormentato era infatti mancano nei precedenti film dove si vede solo il lato più ironico e ingenuo, se non proprio a tratti immaturo, di Spiderman. Per tanto per molti amanti dell’eroe questo film segna un passaggio fondamentale nella crescita del personaggio.

Ma chi non è fan della saga, o dei film della Marvel in generale, ha invece notato difetti che un fan probabilmente non vede per via degli occhi dell’amore. Infatti, Giada ha notato che i colpi di scena erano abbastanza prevedibili ma gli attori hanno compensato molto bene con la loro bravura a questa pecca. Senza di loro non si sarebbero sviluppati bene trama e coinvolgimento con gli spettatori. Cecè da fan può confermare che nonostante i colpi di scena fossero prevedibili, il coinvolgimento emotivo non manca minimamente. Un film che va sicuramente visto se si è fan della Marvel, ma anche per chi non lo è giusto per avere una distrazione tra un pandoro e pasticcio delle feste.

Scritto a quattro mani da Giada e Cecé

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