TFF 33 – Festa Mobile: “Te prometo anarquia”

Julio Hernández Cordón ci regala il suo quarto lavoro dopo l’esordio con “Gasolina”, seguito da “Las marimbas de l’infierno” con cui è già stato al TFF aggiudicandosi il premio Cipputi nel 2010, e da “Polvo”.

Il nuovo film ci racconta nuovamente uno spaccato della vita sudamericana, facendo sviluppare due storie parallelamente: da un lato quella sentimentale, che si crea tra due amici d’infanzia di diversa estrazione sociale che hanno iniziato insieme le scorribande e le prime avventure illegali, complicata anche dal fatto che uno dei due ha ora una ragazza, dall’altro lato si ricostruisce la realtà di chi cerca danaro in un paese dove quasi tutto è controllato dai cartelli narcotrafficanti. Ecco che mescolando gli ingredienti ne esce una storia che precipita velocemente trascinando tutto giù nel giro di poco, quando si sorpassa una sottile linea che separa il pericoloso da ciò che semplicemente è illecito, distruggendo le vite dei due.

Scappando dalla realtà e cercando dapprima insieme e poi separatamente una via di fuga solo uno dei due, grazie alla famiglia, riesce a mettersi al sicuro in un nuovo paese dove ogni certezza che fino ad allora lo ha mantenuto in una posizione considerata di prestigio e agiatezza viene sostituita dall’isolamento e lo spaesamento, mentre l’altro lo cerca disperatamente dopo essere scappato. Tra loro si mette una frontiera simbolo delle diverse possibilità dei due, da un lato il paese d’origine dall’altro uno più ostile, dove l’unica maniera di sentirsi un poco a casa è portare metaforicamente con se l’amico e amante.

Una sapiente prove di regia capace di coinvolgere lo spettatore con immagini taglienti e un’interpretazione mantenuta anche da un’accurata colonna sonora.} else {

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