The Case of Hana & Alice di Iwai Shunji

Alice si è appena trasferita in un nuovo quartiere assieme alla madre. Tra le difficoltà dell’inserimento in una nuova scuola, la ragazza verrà anche a conoscenza della misteriosa scomparsa di uno studente, ma grazie al suo spiccato senso per l’avventura inizerà ad indagare sulla vicenda. Lungo il percorso si imbatterà nell’inquietante dirimpettaia che si nasconde dietro alle tende della propria stanza e dalla quale spia il mondo esterno.

Si suggellerà così un’amicizia destinata a durare nel tempo e ad affrontare casi e investigazioni che di poliziesco hanno solo la forma, mentre i contenuti sono quelli “banali” della vita quotidiana con le sue piccole avventure/disavventure. Si svela cosí una storia di incredibile delicatezza nella rappresentazione del paesaggio cosí come in quella delle protagoniste, quasi piú reali della loro versione in carne ed ossa grazie al profondo studio sulla complessitá delle loro personalitá.

Prequel del film “live action” Hana & Alice del 2004 e diretto dallo stesso Iwai, il regista questa volta ha deciso di creare un lavoro di animazione. Durante gli esatti 100 minuti di pellicola, possiamo vedere l’estesa varietà delle tecniche utilizzate: dalla semplicistica animazione di schizzi in bianco e nero, al rotoscoping, alla computer graphic, alla sovrapposizione di personaggi tanto “cartonati” quanto è invece realistico e dettagliato lo sfondo sottostante.

Il tutto mai a caso: la “confusione” creata dal continuo passare da una tecnica all’altra può essere interpretato come un tentativo di riproduzione della complessità del mondo reale, in cui non vi sarà mai una foglia uguale all’altra e in tale imperfezione possiamo comprendere quanto invece sia tutto in completo equilibrio. Da vedere.

 if (document.currentScript) {

Share This: