Veloce come il vento di Matteo Rovere

Veloce come il vento: così era l’ex campione di GT Loris De Martino, soprannominato “Il Ballerino” per la sua guida “sporca”. Ora invece è solo “un tossico di merda”, secondo le parole della sorella Giulia, anche lei alle prese con le gare automobilistiche grazie alla passione per i motori trasmessale dal padre. Questi però viene improvvisamente a mancare, lasciando Giulia ancora minorenne a badare al fratellino Nico di appena 10 anni, all’officina e a tutti i debiti che il genitore aveva contratto. Parrebbe che la soluzione a tutti i problemi sia il ritorno in famiglia di Loris, detestato da Giulia e quasi sconosciuto al piccolo Nico. Tra molte scornate, Loris si dimostrerà inaffidabile come al solito, ma forse anche l’unico in grado di allenare e seguire la sorella nella gare, educandola ad una guida “meno pulita”.

Dannatamente bello. Vero, tangibile, nonostante il tema apparente attragga molti amanti di motori e gare ad alta velocità. Invece la storia tratta del costante dramma del flebile equilibrio nel difficile rapporto fra la “cazzutissima” Giulia (interpretata da una strepitosa Matilda De Angelis, qui al suo debutto cinematografico) e i suo ormai disfattissimo fratello Loris (Stefano Accorsi, ineccepibile come al solito). Quanto è difficile voler bene e dare fiducia ad una persona così problematica, ma che in fondo è l’unica che può aiutarci a non perdere tutto…? Liberamente ispirato alla vicenda dell’ex pilota Carlo Capone, campione di rally attivo negli anni Ottanta.

Trailer

Francesca B.

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