Venezia 72- Everest di Baltasar Kormàkur è il film d’apertura

Il film racconta la storia vera di una disastrosa spedizione sull’Everest avvenuta nel 1996 che coinvolse le squadre di due grandi scalatori quali Rob Hall (interpretato da Jason Clarke) e Scott Fischer (Jake Gyllenhaal).

Un commento a caldo? Ti lascia senza fiato …. Un commento a freddo? Ti lascia senza fiato…guarda mi tremano ancora le mani!
Non credo sia colpa solo dell’aria condizionata e di un brutto raffreddore se nelle ultime ore mi sono sentita là in cima alla Montagna: Everest del regista islandese Kormàkur è un film avvolgente ed emozionante e sarebbe quasi doveroso vederlo in un IMAX, tanta e l’affinità con i loro documentari, e non è solo il 3d (eccezionale/indispensabile) ma anche le riprese aeree e dal basso verso l’alto che ci danno l’effetto di essere lì ad arrampicarci con questi scalatori, alcuni esperti, altri, purtroppo molto meno. Ma a onor del vero non sono tanto loro i veri protagonisti, con le loro storie, caratteri e aspirazioni, la vera protagonista è montagna inconbente, lei è lì da milioni di anni e non gliene frega proprio niente di un gruppo di turisti che la vogliono scalare…citando Josh Brolin, uno degli attori protagonisti: ‘quando arrivi sull’Everest per la prima volta e guardi in alto rimani affascinato da ciò che vedi sulla montagna. Ma la verità è che alla montagna non importa proprio un bel niente che tu sia li.’d.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(s);

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