Venezia 74 – “Mother!” di Darren Aronofsky

L’incipit di Mother! è talmente basilare che non ve lo dirò perché vi ingannerebbe, lo svolgimento qualunque cosa io dica è spoiler e rovinerebbe l’esperienza, quindi eviterò la trama, non vi racconterò nulla di essa. Penso che sia un film da esperire.

La forza della pellicola si esprime dunque tramite l’esperienza stessa; l’immersione, i movimenti di macchina che assumono il punto di vista della protagonista ci avvolgono, ci spaesano, sono veloci ipnotici, circolari provocano vertigine, il cerchio concentrico è un inquadratura che torna spesso. L’ambientazione è unica, una casa immersa nella natura, non regala squarci visivi particolari ma è la capacità registica a renderla incisiva. Ma quello che incide più di tutto è il suono, non la musica che è praticamente del tutto assente fino ai titoli di coda. I suoni sono pervasivi, pieni, ti si muovono attorno, per una bella parte del film mostrano più di quanto mostri la telecamera,. Il suono è il vero capolavoro di questo film, la mente della protagonista ne è disturbata. E devo ammettere che Jennifer Lawrence lo mostra bene.

L’attrice funge da sguardo attraverso il quale percepire, ma da il meglio di se quando deve essere lo specchio della confusione, perché è chiaro in diverse occasioni che quello che sta provando lei lo sta provando lo spettatore, e lo fa con una genuinità a una sincerità tali che alcuni sguardi di assoluta incredulità strappano una risata, anche perché è impossibile non rivederci in essi. Javier Bardem è una presenza più eterea, ma per necessità di trama, quando c’è non puoi che apprezzarlo ma anche qui qualunque altra cosa detta è spoiler (Dio se è difficile parlare di questo film senza rovinarvelo). I personaggi secondari anche quelli più famosi sono funzionali alla narrazione, oltre a portare avanti la trama servono a confonderci, anche il loro essere famosi serve allo stesso scopo.

In definitiva io penso che Mother sia un gran pezzo di arte cinematografica pura, o quasi. Potrà piacervi o meno, potrà farvi ridere – ma sarà un riso per stemperare la tensione, potrà schifarvi ( non mancano le scene forti) ma di certo non vi lascerà indifferenti.

Dario Ardossi – Il Femmo

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